Wednesday, February 1, 2017

Vegliare

Vegliare.
Ho sempre amato questo verbo; racchiude l'essere all'erta, l'attesa e la speranza.

È quel che in molte città del Canada si è fatto due sere fa, ventiquattro ore dopo la strage di Quebec City. A Montreal l'evento è stato organizzato nel giro della mattinata da quattro giovani cittadini che non credo sperassero di ottenere una tale risposta.
Undicimila persone.
Tutte radunate nella piazza di fronte al Metro Parc, scelto perche vicino ad una moschea, nel cuore di uno dei quartieri a più alta concentrazione di abitanti di religione islamica.
Undicimila persone che hanno scelto di esserci alle sei di sera di una giornata di gennaio con temperatura a -18 e venti gelidi.
Noi non abbiamo esitato un attimo. O forse un attimo sì, viste le temperature, e ci chiedevamo
"Siamo degli irresponsabili? Portare un bambino di neanche 4 anni ad una veglia alle sei di sera, ora in cui i bambini nordamericani di solito hanno già cenato e son quasi in pigiama?!"
L'esitazione è durata giusto un attimo, poi eravamo tutti e tre sull'autobus che ci portava alla manifestazione. Ci siamo subito rilassati quando abbiamo visto che no, non eravamo gli unici con bambini. Al contrario di bambini ce n'erano una marea, anche più piccoli del Sig. Tenace. In effetti potevamo immaginarlo, visto che noi stessi avevamo saputo dell'evento tramite i genitori dei compagni di asilo del Sig. Tenace.


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Il messaggio era chiaro: non si era lì tutti insieme solo per ricordare e stare vicini ad una comunità ferita.
Si vegliava anche per trasmettere ai figli che Montreal, come il resto del Canada, vuole essere "stronger not in spite of our differences, but because of them".




Alcuni signori di una certa età hanno visto il Sig. Tenace, ben coperto nella sua tuta da sci, e ci hanno chiesto "È la sua prima volta? Benvenuto!". Sì, e di sicuro non sarà l'ultima.

Ieri mattina leggevo uno schifo di articolo di una psicoeducatrice che suggeriva di non parlare di questi eventi ai bambini in età prescolare e, nel caso in cui, per sbaglio, questi venissero esposti alla notizia dire loro cose tipo "Non so perché quel signore l'abbia fatto" per evitare che al bambino venga poi l'ansia da "uomo cattivo". Ma dico, scherziamo!?

Il Sig. Tenace sa perché siamo stati in piazza.
Sa che c'è stato un uomo biondo con gli occhi azzurri che ha fatto molto male a delle persone perché erano diverse da lui e perché sono della religione di Ratiba, una delle sue maestre.
Sa che quel signore adesso è con la polizia che fa in modo che non faccia più male ad altre persone. Sa anche che tutta quella gente era in piazza per dire che quello che è successo è sbagliato e, a differenza del signore biondo, tutta quella folla vuole vivere in mezzo a persone diverse da loro.

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Come si diceva alla fine di un film

I genitori hanno due compiti fondamentali. Il primo è quello di difendere il proprio figlio dalla malvagità del mondo. Il secondo è quello di aiutarlo a riconoscerla.

Tutti quei bambini.
L'altra sera siamo tornati a casa con la speranza nel cuore.



6 comments:

  1. Mi sono commossa. Grazie di quello che state insegnando al Sig. Tenace.

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  2. Ai signori Tenace porta del nostro futuro ai loro genitori che li aiutano ad aprire quella porta: possano vedere orizzonti tersi e si riconoscano gli uni con gli altri perché indossano tutti il medesimo sorriso che non ha bisogno di traduzioni

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    1. Ci si aspetta molto dai Signori Tenaci e dalle Signore Caparbie di domani!

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